TORRAZZO CON VISTA

Fotografia senza filtri: arte, comunicazione e scelte etiche

La mostra "Mapuche" portata al Museo Diocesano di Cremona dal festival della Fotografia etica, offre lo spunto per un dialogo profondo sulla fotografia tra forme espressive, evoluzioni tecnologiche, scelte etiche. Ospiti della puntata il nostro fotografo e grafico PAOLO MAZZINI, il critico e curatore di mostre WALTER BORGHISANI e LAURA COVELLI curatrice di "Mapuche" per il Festival della Fotografia etica

A due settimane dall’inaugurazione al Museo diocesano di Cremona della mostra fotografica Mapuche, in collaborazione con il Festival della Fotografia Etica di Lodi, la nuova puntata di Torrazzo con vista è stata dedicata proprio al tema della fotografia.

Intervenuta durante la registrazione del video podcast curato da TeleRadio Cremona Cittanova, in collaborazione con l’Ufficio comunicazioni della Diocesi di Cremona, Laura Covelli, curatrice del Festival, sottolinea come «parlare di etica nella vita di un reporter significa pensare a tutto ciò che sta oltre l’obiettivo della macchina fotografica. Entrare in una cultura, spesso appoggiandosi ad associazioni umanitarie, cogliere le storie da raccontare ed entrare in relazione con le persone è ciò che rende unico il lavoro che artisti come Pablo Ernesto Piovano, l’autore degli scatti di Mapuche».

Alle sue parole hanno fatto eco quelle di Walter Borghisani, curatore di mostre e fotografo. «C’è un sottile confine – ricorda – tra fotografia etica e semplice ritratto della sofferenza. Con il secondo è molto facile suscitare sensazioni forti e, quindi, fare anche business, ma non c’è nulla di etico in tutto questo. Manca lo stare, il condividere. In questo senso, la tecnologia aiuta e, allo stesso tempo, mette in difficoltà: chiunque può scattare quando vuole e dove vuole, rendendo tutto immediatamente e fruibile con uno swipe». Se la fruibilità è un aspetto generalmente positivo, nella prospettiva di Borghisani presenta anche varie criticità: «Si sta abbattendo la differenza tra fotografia e immagine, ovvero tutta quella progettualità che sta dietro a uno scatto. Questo è anche uno dei motivi per cui preferisco scattare in analogico: ho la possibilità di mettere me stesso nello scatto, inoltre ho modo di gustare i tempi che accompagnano la produzione di una fotografia».

A differenza di Borghisani, il terzo ospite della puntata del podcast è un fotografo e grafico molto attivo nell’ambito digitale, sia per passione che per lavoro: Paolo Mazzini. Con alle spalle la sua prima mostra, Tratti, ospitata dal Museo diocesano nell’agosto scorso, Mazzini si è soffermato sui rischi del mondo dei social. «Il pericolo è quello di esaltare la finzione, di creare identità fittizie per raccontare chi non si è, ma si vorrebbe essere. Ci sono anche innumerevoli vantaggi, senza ombra di dubbio, ma i rischi ci sono ed è innegabile. Poi, per lavoro, vivo quel mondo, e provo ad abitarlo utilizzando foto che accompagnino la narrazione degli eventi istituzionali di cui, come ufficio comunicazioni di una diocesi, ci occupiamo di raccontare».

E proprio con l’idea di proporre un racconto adeguato ha operato Laura Covelli, nella strutturazione della mostra al Museo diocesano. «In questo caso, la scelta degli scatti è stata pensata per focalizzarsi sugli aspetti più spirituali e introspettivi, che sono effettivamente molto rilevanti per la popolazione di Mapuche. Il discorso vale per ogni allestimento: la sfida è quella di coniugare il cuore degli scatti con la location che ospita la mostra, proponendo però un percorso che abbia senso per tutti i visitatori».

Le finestre che si aprono con la nuova puntata di Torrazzo con vista sono molte e hanno dato modo agli ospiti di confrontarsi e fornire spunti di riflessioni utili ad affrontare un argomento apparentemente superficiale con il giusto grado di profondità e serietà.


Torrazzo con vista, la nuova produzione di TeleRadio Cremona Cittanova e dell’Ufficio Comunicazioni sociali della Diocesi di Cremona. Trasmesso su YouTube, Spotify, Apple Podcast