TORRAZZO CON VISTA

Campioni ogni giorno, dal campetto fino a San Siro (o alle Olimpiadi)

Sulla la strada che porta a un gol, un record, un'Olimpiade. Sveva Gerevini, Daniel Ciofani e il giornalista Mattia Bazzoni, raccontano i successi, le fatiche e la responsabilità (anche social) di essere campioni in gara e modelli positivi nella vita

Umanità e sport: due dimensioni che si incontrano inequivocabilmente, spesso senza che ce ne accorgiamo. Intervenuto alla nuova puntata di Torrazzo con vista, il video-podcast prodotto da TeleRadio Cremona Cittanova, il giornalista Mattia Bazzoni ha sottolineato come sia necessario, a livello comunicativo, «grattare la superficie della pura performance per arrivare all’atleta, alla persona. Si scoprono così personaggi grandiosi, animati da grandi obiettivi, così come i grandi personaggi della storia. È un aspetto affascinante, che svela la dimensione etica e sociale dello sport che fa così bene al mondo e alla nostra quotidianità». A confermare le sue parole un aneddoto che coinvolge l’ex calciatore, bandiera e capitano della Cremonese, Daniel Ciofani: «Il giorno successivo alla promozione in Serie A – ha raccontato il giornalista – l’ho visto alle nove del mattino al mercato, mescolato alla città come uno tra i tanti».

«Questa per me è la normalità – ha replicato proprio Ciofani – perché fa parte del mio essere sportivo. Oggi più che mai vediamo quanto sia importante essere professionisti ventiquattro ore al giorno, cosa che si traduce in una cura di sé, del proprio corpo, ma anche delle relazioni dentro e fuori dal campo da gioco».

Alle sue parole hanno fatto eco quelle di Sveva Gerevini, atleta olimpionica cremonese, detentrice del record italiano di eptathlon: «Dopo le Olimpiadi, il ruolo che ricopri ti porta ad avere qualche responsabilità in più, soprattutto a livello comunicativo, ma il lavoro resta consistente. La vita cambia relativamente: poco dopo quell’avventura si torna ad allenarsi proprio come si faceva prima perché, dopo ogni obiettivo raggiunto, ne nasce un altro».

C’è allora un mondo, oltre quello della semplice prestazione, che interagisce con lo sport e che ne veicola i valori. Quello della comunicazione è uno di questi e, oggi, rischia di diventare assolutizzante. Secondo Bazzoni «c’è, ed è concreto, il pericolo di cercare un’eccessiva frammentazione della persona a livello comunicativo: guardo i social, perché mi sembra che lì l’atleta sia più autentico che in televisione. Abituiamoci, invece, a pensare che uno sportivo abbia semplicemente molte sfaccettature, esattamente come tutti noi».

Il tutto, senza demonizzare il mondo dei social. «Anzi, credo sia utile – ha chiosato Gerevini – sfruttare la mia posizione per trasmettere la passione per lo sport e i valori che esso veicola, che valgono per qualsiasi ambito di vita».

E, parlando di valori, è significativo quello che Ciofani – vent’anni da professionista alle spalle – ha scelto come momento più speciale della propria carriera: «San Siro, tutto pronto per Milan-Frosinone. Per la mia prima volta contro i rossoneri, la squadra che tifavo da piccolo, parto titolare e capitano, insieme a mio fratello. Sugli spalti so che ci sono i miei genitori, con mio padre super tifoso del Milan. Ecco, questo è stato l’orgoglio più grande della mia vita sportiva».

Ecco, allora, dove si cela l’aspetto umano dello sport: nelle parole di chi lo vive, di chi sceglie di raccontarsi e raccontarlo mettendo al primo posto le emozioni, le persone e i desideri che stanno dietro alla gara vista dal grande pubblico. E questo fa tutta la differenza del mondo.


Torrazzo con vista, la nuova produzione di TeleRadio Cremona Cittanova e dell’Ufficio Comunicazioni sociali della Diocesi di Cremona. Trasmesso su YouTube, Spotify, Apple Podcast