eroi

N.18 Febbraio 2021

GRAPHIC NOVEL

Tornano le storie al centro dei fumetti

Michele Ginevra del Centro Fumetto "A. Pazienza" spiega l'evoluzione del genere che ha dato vita a eroi indimenticabili e che oggi evolve con il mondo che viviamo

I fumetti disposti sul tavolone al centro della nuova sede, inaugurata due anni fa negli spazi dell’ex Museo Stradivariano. Una ragazza cerca materiale sulla storia del fumetto per una lezione ad una classe delle superiori. «Per i miei studenti i fumetti sono solo i manga», spiega al giovane che la accoglie e le prova la temperatura. Intanto, Michele Ginevra, responsabile del Centro Fumetto “Andrea Pazienza” e Istruttore Direttivo del Comune che è socio dell’omonima associazione insieme a Provincia e Arcicomics, si siede al tavolo ed esordisce: «Poi capirete perché ho messo qui questi fumetti e in questo modo…». Così, cominciamo.

Andiamo dritti al tema: entrare al Centro Fumetto vuol dire entrare nel “regno degli eroi”?
In Italia i fumetti sono spesso associati agli eroi perché nel ‘900 i protagonisti dei fumetti per la maggior parte sono stati personaggi straordinari con capacità straordinarie che risolvono problematiche. Ecco perché noi, a differenza di ciò che accade nella letteratura, conosciamo più i nomi degli eroi che i titoli dei fumetti: pensiamo a Tex, Spiderman, Topolino. Le cose oggi sono un po’ cambiate: con i graphic novel le storie stanno tornando al centro e il concetto di eroe si è ampliato in eroe del quotidiano, persone comuni con dei talenti che consentono di affrontare la quotidianità.

Che tipo di eroi si trovano nei fumetti?
Gli eroi dei fumetti hanno caratteristiche simili agli eroi di altri generi narrativi. Possiamo dividerli in predestinati ed eroi per caso. Dentro a queste due macro categorie ci sono tanti tipi di eroi: quelli che stanno al centro della scena o ai margini, che usano poteri fisici o magici o psichici, che sono adulti o bambini…e via così”.

E le donne?
I fumetti rispecchiano i cambiamenti sociali. Per anni, le donne nei fumetti sono state personaggi da proteggere oppure personaggi “cattivi” visti solo per la loro fatale bellezza. Negli anni ’60 con Diabolik l’emancipazione: Eva Kant è un’eroina femminile che, pur se ancora affiancata all’uomo, si sa imporre. Da lì diciamo che le donne dei fumetti sono state “sdoganate”. Non è un caso se ciò ha coinciso con l’aumento anche di lettrici di fumetti e di autrici.

Quali sono i loro valori?
Spesso abbiamo bisogno di eroi per compensare la nostra quotidianità con protagonisti di successo che risolvono le situazioni più disparate, dall’attacco terroristico, alla fine del mondo, al bimbo da salvare. Partendo da questo presupposto, storicamente abbiamo assistito ad un’evoluzione: dagli eroi senza macchia e senza paura, integerrimi, ad eroi che possono anche comportarsi in maniera non etica, come Diabolik che è un ladro, o mostrare le proprie debolezze. Un esempio? Il graphic novel intitolato Il fotografo in cui il protagonista, un fotoreporter, si perde nell’Afghanistan degli anni 80 dilaniato dalla guerra e confessa la paura di non farcela.

Sono tutti super-eroi ovvero con super poteri o c’è qualcuno che è eroe anche senza magia?
Negli anni ’90 c’è stato un fumetto che ha segnato la svolta su questo tema: La morte di Superman. L’eroe supremo in quella storia muore davvero, certificando che anche l’eroe non è infallibile. Anche questo ha aperto la strada agli eroi del quotidiano che non hanno super poteri. Mi viene in mente Forme tangibili della cremonese Francesca Follini in cui la protagonista parla della forza di immaginazione che serve per gestire la madre affetta da una malattia degenerativa.

Generalmente, da una parte ci sono gli eroi, dall’altra i cattivi, gli anti-eroi…
All’inizio sì, erano opposti, poi anche qui col tempo le cose sono un po’ cambiate con fumetti in cui non è più così netta la distinzione tra ragione e torto. Un esempio piuttosto esplicito lo troviamo negli ultimi Dylan Dog dove il cattivo è assai ambiguo Ghost è un personaggio ricchissimo con sembianze angeliche

Gli eroi hanno aiutanti o se la cavano da soli?
Abbiamo eroi con le loro spalle e gruppi di eroi che si fanno da spalla a vicenda. Gli aiutanti a livello narrativo servono per creare storie più complesse e per generare identificazione in un pubblico più ampio. Prendiamo Tex, accanto a lui ci sono l’amico, il figlio, l’indiano, oppure I fantastici 4 che hanno “specializzazioni” diverse. Sono tutti punti di vista differenti in cui i lettori più facilmente possono riconoscersi.

Il fumetto racconta gli eroi reali?
Assolutamente sì, attraverso le cosiddette storie di realtà. Raccontando grandi personaggi, e penso ai fumetti sulle vite di Primo Levi, Enrico Mattei, Ilaria Alpi, oppure raccontando processi sociali come Primavere e autunno in cui il protagonista è un cinese immigrato a Milano negli anni Trenta. Questi fumetti non sono didascalici, ma ti consentono davvero di entrare in ciò che i personaggi hanno vissuto…

E per finire: tre eroi che si devono assolutamente conoscere, una sorta di abc degli eroi nei fumetti…
Una scelta difficile perché i capolavori sono tanti. Oggi comunque mi sento di proporre tre eroi molto differenti. Nessuno ha poteri particolari, ma tutti e tre hanno dimostrato una grande forza di volontà. La prima è Marjane Satrapi, protagonista in Persepolis, donna che lotta per l’emancipazione femminile in Iran passando anche attraversando dolori ed errori; il secondo è Hiroshi, in Quartieri lontani, un uomo giapponese di mezza età che viene catapultato nel suo passato e che spia il padre per capire come mai se ne sia misteriosamente andato; l’ultimo è zio Paperone nella Saga di zio Paperone che narra l’epopea del papero più ricco e più avaro del mondo, fin da quando da bambino faceva il lustrascarpe, guadagnano la sua mitica moneta “Numero Uno”.

Questi tre oggi, E domani? Chissà. Come dire, passate al Centro Fumetto per scoprirlo.