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N.30 Aprile 2022

EVENTI

Al Festival delle trottole, divertirsi insieme non ha età

Una passeggiata al parco delle Colonie Padane di Cremona nei giorni del primo Festival delle trottole, tra più di 300 giocattoli d'epoca che appassionano nonni e nipotini in sfide senza tempo

«Non siamo più pienamente vivi, più completamente noi stessi, e più profondamente assorti in qualcosa, che quando giochiamo». Lo psicologo americano Charles E. Schaefer, padre della play therapy, avrebbe avuto una gioiosa conferma della sua intuizione passeggiando tra sabato 28 e domenica 29 maggio all’interno delle Colonie Padane, il grande parco cittadino di Cremona che ha ospitato il primo Festival delle trottole, un evento portato in città dall’associazione “Energia ludica” che, nonostante il meteo incerto, ha attirato centinaia di bambini e adulti.
Nei prati sono comparsi, come funghi dopo la pioggia, più di 300 giochi di legno. Appena varcato l’ingresso i bambini, curiosi ed entusiasti, hanno preso d’assalto le numerose postazioni. Poco dopo, arrancando, sono arrivati gli accompagnatori adulti. Ed è in quel momento che hanno preso vita i momenti più stupefacenti di questi due giorni di festa. Senza nessuna distinzione di età o di genere, le persone hanno iniziato a giocare insieme, sperimentando le regole non scritte di ogni gioco, sfidandosi in interminabili duelli.
Particolarmente commoventi, agli occhi degli spettatori, sono risultate le coppie formate da nonno e nipote. Impegnati con la massima concentrazione nella sfida ludica, alternano momenti di serietà a risate e reciproci incitamenti, spesso sostenuti da appassionate tifoserie. Non viene concesso nulla all’avversario ma, allo stesso tempo, a nessuno importa del risultato finale; la conclusione della partita è solo l’occasione per iniziarne una nuova. Man mano che si gioca si affinano le abilità, si centra meglio la porta avversaria, si abbattono più birilli.

Ma c’è un altro gioco proprio lì vicino: uno strano tucano affamato di sardine che richiama l’attenzione del nipote. Corre verso l’austero pennuto richiamando il nonno. Stavolta bisogna lanciare i pesci nel cestino tenuto tra le zampe del volatile. La partita ricomincia, il vecchio e il bambino si ritrovano fianco a fianco, con caparbia insistenza, a sfidarsi in un insolito tiro al bersaglio.
Si potrebbe disquisire sulla rivincita del legno rispetto alla plastica, sulla rivalsa del gioco fisico e reale rispetto ai mondi virtuali dei videogame o sul fascino intramontabile della trottola, ancora avvincente nonostante i 4000 anni d’età. Ma se dobbiamo scegliere un’immagine da ricordare, preferiamo senza dubbio questa: un nonno con i capelli bianchi e la sua nipotina che, sorridenti e rapiti, giocano insieme all’ombra degli alberi.