età

N.36 Dicembre 2022

FAMIGLIA

L’età della coppia, un “noi” che si rigenera

Intervista a Chiara Fusar Poli, psicologa e consulente famigliare dell'Ucipem Cremona: «Ad ogni fase di crescita, dobbiamo fare il punto della situazione e rilanciare. sono occasioni per fermarsi e chiedersi: “Che coppia vogliamo essere?”»

Caterina e Mattia

Come influisce il passare degli anni in quell’universo fantastico, misterioso e complesso che è la vita di coppia? Alcune artiste si sono interrogate più volte, arrivando a conclusioni a volte discordanti. Se Alda Merini affermava che «Ci si abbraccia per ritrovarsi interi», la cantautrice Alanis Morisette rivendica con forza: «Non voglio essere la tua metà, io credo che 1 più 1 faccia 2».

Chiara Fusar Poli è psicologa clinica e mediatrice familiare . Fa parte dell’Osservatorio nazionale sui gruppi di parola dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

Per trovare una bussola su un tema così impegnativo, siamo andati a bussare alla porta del Consultorio Ucipem di Cremona che, per vocazione, si prende cura della persona, della coppia e della famiglia. Presso la sede di via Milano, la direttrice Maria Grazia Antonioli ci presenta la psicologa clinica e mediatrice famigliare Chiara Fusar Poli. La sua attività si sviluppa sul territorio cremonese e cremasco, passando dal lavoro a contatto con le coppie a quello con i gruppi, dall’insegnamento alla ricerca.

Con modi affabili ci spiega che, basando il suo lavoro sul modello simbolico-relazionale, preferisce sostituire al concetto di età quello di fase. «Ha un significato più dinamico, più vicino al cambiamento che frequentemente subiscono gli equilibri della coppia. Infatti ci riferiamo ad essa non come una realtà statica, ma in continua evoluzione; infatti gli equilibri che via via assume sono, più o meno rapidamente, chiamati ad essere modificati. Chiariamo anche che, quando parliamo di una coppia, ci riferiamo a due persone che creano una terzietà, un legame che ha caratteristiche proprie».

Nel panorama piuttosto mosso che ci ha descritto, possiamo individuare dei punti fissi?
«Beh, è abbastanza semplice definire la prima fase, quella dell’incontro, dell’innamoramento; un momento che tutti ricordano e vorrebbero non finisse mai».

Però… «Se si vuole che il legame duri – prosegue Fusar Poli – bisogna costruire qualcosa insieme. Nella fase di idealizzazione la componente affettiva prevale, diciamo che è l’amore in senso stretto. Dopo subentra l’etica, bisogna imparare a mantenere la relazione e a farla crescere. È l’amore coniugale o amore romantico, dov’è presente una dimensione di impegno e reciprocità. Esistono obiettivi specifici a seconda delle fasi e degli eventi, uno dei più importanti è la nascita dei figli. Aggiungendo il ruolo genitoriale, la vita della coppia diventa più complessa. Un ulteriore cambiamento si ha con la crescita della prole, dall’età prescolare fino a quella adulta».

«Rilancio è scegliere
quotidianamente l’altro
in una cornice
di maggiore complessità»

Quando l’equilibrio della coppia va in crisi, cosa succede? Qual è il vostro intervento?
«Io vedo le coppie quando sono in una fase di stallo e lavoro sul rilancio, cioè sul rivedere gli equilibri che una volta funzionavano ma, nel momento del colloquio, sono in fase di collasso. Per esempio, l’arrivo di un figlio impone di rinegoziare la differenza di ruoli. Quello che definisco rilancio è scegliere quotidianamente l’altro in una cornice di maggiore complessità perché, oltre al ruolo coniugale, è subentrato quello genitoriale».
Immaginando marito e moglie alle prese con un piccolo, ci viene da sorridere con indulgente dolcezza solo se, quella fase, l’abbiamo superata da anni.
«Infatti l’arrivo di un piccolo sottrae intimità alla coppia, aumentano le incombenze, il tempo, sempre troppo poco, diventa una variabile importante. È facile rimanere travolti e, come coppia, perdersi».
Dopo i vorticosi anni dell’infanzia, i figli raggiungano però l’adolescenza, non è un momento di maggiore quiete?
«Anche questo può essere un momento di crisi: la coppia finalmente ha tempo per stare insieme. Ma, quando si guardano negli occhi, spesso si chiedono quand’è stata l’ultima volta che hanno fatto qualcosa in comune. Rimasti senza parole, rapidamente si giunge alla conclusione che non c’è più nulla da dirsi, non ha più senso stare insieme».
Questa però può anche essere una conclusione affrettata.
«È il momento in cui bisogna fermarsi e chiedersi: “Che cosa ne facciamo della nostra storia per giungere ad una nuova progettualità?”. Questa riflessione, qualche generazione fa, si attivava alla fuoriuscita dei figli da casa. Adesso, ad ogni fase di crescita, dobbiamo fare il punto della situazione e rilanciare. Un’operazione che avviene molte volte nella vita della coppia, specialmente quando accadono eventi critici come un lutto o una nascita. Sono momenti portatori sia di opportunità che di fatiche ma, soprattutto, sono occasioni per fermarsi e chiedersi: “Che coppia vogliamo essere?”»
Ascoltando la dottoressa Fusar Poli ci viene in mente che forse abbiamo dedicato più tempo a pianificare le vacanze estive che a progettare il futuro della nostra vita di coppia. Forse perché, come diceva uno scrittore statunitense “evadere è più facile di cambiare.”
Salutandoci, la dottoressa ribadisce con fermezza che il tema della progettualità è fondamentale: «Permette al legame di durare nel tempo, permette alla coppia di tenere testa alle sfide della quotidianità, permette di dirsi la sera: a volte è dura, ma noi siamo qui».