caos

N.47 febbraio 2024

INTRODUZIONE

Nuove armonie e tumulti dell’anima

Può far tremare i polsi, il caos. O strappare un sorriso. La perdita di riferimenti, il quotidiano fallimento della nostra smania di controllo, il granello nell’ingranaggio, il vuoto di memoria, la cameretta di mia figlia… Lei ha un’agenda (o forse due, o anche di più, e poi chissà dove le tiene) del 2019, ma nessuna scadenza. Usa le pagine per giocare alla maestra, lasciare messaggi a cui manca qualche “acca” e disegnare inviti per il suo spettacolo di danza. Li strappa, li taglia a pezzettini, qualcuno lo trasforma in una barca o un gatto con le orecchie a punta. Troviamo brandelli di agenda un po’ ovunque, soprattutto nei posti dove non dovrebbero essere: sul tappeto, sotto al cuscino, sul pavimento del salotto e nel lavandino del bagno… «Ma cos’è ‘sto caos!». «Butta pure» dice lei, mentre disegna con il pennarello rosso su un altro foglio (o un’altra agenda).

Ieri sera sul cuscino ho trovato una pagina strappata, arrotolata e chiusa con un piccolo sticker a forma di ananas glitterato. Data 2019. Al centro un grande cuore rosso: «Ti voglio tanto bene». Niente “acca”, ogni lettera al suo posto.

Appesa al frigo con una calamita a forma di pesce abbiamo la tabella del programma settimanale. L’ho fatta con il righello e un colore diverso per ogni membro della famiglia. Sappiamo che è lì, ma ne vediamo solo un angolo con scritto “Luned”. Il resto della settimana adesso è coperto da un cuore rosso.


In questa edizione ci addentriamo in un labirinto di storie e di interpretazioni di una materia quanto mai sfuggente, complessa da definire e raccontare. Tante le immagini e le storie che attorno al titolo di questa edizione articolano il corpo della rivista. Dall’immagine famigliare del disordine in cameretta, che apre spazi di colore e creatività, allo stravolgimento dell’umano portato dalla guerra, come quella in Terra Santa, raccontata in un reportage che, là dove oggi la violenza più atroce oscura il futuro, ci porta sulle tracce dei più tenaci steli di speranza, aggrappati ad una fede che non si arrende alle ombre del nulla.

Racconti lontani e vicini, come nel ballo della vita: il caos vitale delle relazioni, una maestra e il “suo” bambino, il grido dell’adolescenza, la malattia che distorce i piani del reale e che chiede cura. Come quella di un poeta per le parole, come l’attenzione che un artista, un fotografo, un maestro d’orchestra o un’attrice rivolgono a ciò con cui il mondo ci sorprende, per farne nuove armonie capaci di placare i tumulti dell’anima.