tempo

N.22 Giugno/Luglio 2021

RUBRICA

Il secondo che sa dare o togliere il respiro

Abbiamo chiesto ad artigiani, sanitari, sportivi e studiosi quanto dura - per loro - un istante...

video di Giulia Barbieri

L’unità di misura del nostro tempo ha il vizio di sfuggire di mano. Esigua, scivolosa, finché non diventa l’attimo in grado di fare la differenza. Di solito lo viviamo un po’ come capita, tra giornate-lampo e attese che sembrano non finire mai. Consapevoli che “tempus fugit” ma che in fondo, come sosteneva Albert Einstein, tutto è relativo.
Quindi quanto dura un secondo?
L’abbiamo chiesto a chi, per lavoro o per passione, deve farci i conti quotidianamente o in situazioni davvero eccezionali.

Per Bénédicte Friedmann, liutaia di professione, i mesi sono scanditi dalle fasi di lavorazione di violini e violoncelli. Ogni strumento racchiude un intero periodo di vita, fatto di attese e impronte emotive che in qualche modo rimangono impresse nel legno, levigato alla perfezione. L’attesa sublima nella prima nota che lo strumento regala, irripetibile.

Per chi lavora in un reparto di terapia intensiva, un secondo può durare quanto un palpito di cuore, in cui basta poco per scandire la differenza tra una vita che si spegne e una speranza che si riaccende. Lo racconta Verena Bolchi, infermiera e referente del coordinamento locale per il prelievo di organi e tessuti destinati al trapianto terapeutico all’Asst Cremona.

Veronica Signorini ricorda invece l’attimo infinito che anticipa la partenza di una gara. Alle spalle ha un passato di triatleta cremonese: nel 2011 l’esordio internazionale nella tappa di Coppa Europa di Cremona, seguito da risultati di rilievo conquistati nelle gare italiane, con il cuore sempre legato a quell’incredibile volata in piazza Stradivari.

Per Gianluca Mete, archeologo, conservatore del Museo archeologico di Lodi Vecchio e docente di lettere antiche al liceo Vida di Cremona, il tempo si misura in secoli ed epoche, ma ogni istante che cambia la storia – personale o collettiva – ha un sapore tutto particolare.
Cambia il peso specifico, ma per tutti c’è un secondo che sa dare o togliere il respiro, e vale tutto ciò che siamo.