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N.23 Settembre 2021

UNIVERSITA' CATTOLICA

Santa Monica s’accende di vita: il futuro ai blocchi di partenza

Tecnologico e "italian style", internazionale e multidisciplinare parole, immagini e (finalmente) incontri dal nuovo Campus che ospita i corsi delle facoltà di Scienze Agrarie ed Economia

foto reportage di Giulia Barbieri e Paolo Mazzini

Lunedì mattina. Gli studenti arrivano in via Bissolati a piccoli gruppi. Qualcuno verifica il tragitto con google map e, varcata la soglia, usa lo smartphone per mostrare il greenpass e poi per controllare il nome dell’aula dove li attende la prima lezione del semestre.
Dopo un anno e mezzo di distanze e vuoti colmati solo in parte dalle possibilità offerte dalla tecnologia applicata alla didattica, si può dire che per il nuovo campus dell’Università Cattolica viva proprio in questi giorni il suo “varo” reale.
I ragazzi si guardano attorno. Qualcuno di loro ritrova gli spazi già conosciuti nei pomeriggi di studio, ma più vivi, più pronti; molti altri camminano per la prima volta tra il magazzino carri, i cortili, il grande chiostro custodito dalla grande statua di San Giovanni Bosco… con lo stupore che lascia questo profumo che avvolge le forme antiche dell’ex monastero.

È un altro modo di ripartire. I presidi delle due facoltà della Sede di Piacenza e Cremona che abitano Santa Monica osservano il ritorno dei ragazzi. «Questo anno e mezzo – riflette il professor Marco Trevisan, preside della facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali – è stata una perdita umana e culturale per tutti. Ora l’aspettativa più importante è quella di lasciarsi alle spalle tutti i problemi legati alla pandemia e tornare a vivere la vita universitaria». «Cerchiamo con tutte le nostre forze – guarda avanti anche la professoressa Anna Maria Fellegara, Preside della Facoltà di Economia e Giurisprudenza – di iniziare una nuova fase che ha bisogno di ripartire dalla formazione delle persone, che sono il motore di una nuova fiducia per un Paese come il nostro, avanzato, ma fortemente provato».
Una nuova fase che richiede tanta voglia di scoprire quanta capacità di costruire. Cremona, la città e il suo territorio, vede la strada che si apre: è il suo futuro a muoversi nei cortili eleganti e moderni del complesso monumentale: «Tecnologie all’avanguardia dentro tutto questo “italian style”», descrive ammirata una studentessa olandese.

Le immatricolazioni crescono. La Cattolica di Cremona è già passata da 400 a 600 nei sei corsi e tre master offerti dalle due facoltà. L’obiettivo è quello di arrivare ad esprimere tutta la potenzialità di accoglienza, servizio e didattica del campus che può arrivare fino a 1200 studenti. «Pensare di triplicare la presenza in una città – ragiona Trevisan – significa guardare con fiducia a un grande traguardo». La sensazione è di essersi appena alzati sui blocchi di partenza… Il preside raccoglie la metafora olimpica e sorride guardando le aule e i laboratori, grandi, moderni e attrezzati: «Per noi questo è già un salto in alto da record mondiale».

L’offerta formativa

SCIENZE AGRARIE,
ALIMENTARI E AMBIENTALI
Lauree triennali
• Scienze e tecnologie alimentari

Lauree magistrali
• Agricultural and food economics
• Food processing:
innovation and tradition
• Livestock and agro-green innovation
• Innovazione e imprenditorialità digitale

ECONOMIA E GIURISPRUDENZA
Lauree triennali
• Economia aziendale

Lauree magistrali
• Innovazione
e imprenditorialità digitale

MASTER
• Agri-food business”
• Tecnici commerciali e marketing delle agro-forniture

E mondiale è la vocazione dell’offerta formativa, in particolare per la facoltà di Scienze agrarie che propone tre corsi di laurea magistrale in lingua inglese che richiamano studenti da tutti i continenti: «Il bacino tradizionale dei nostri corsi raccoglie ragazzi da Asia, Africa e Sudamerica, e i corsi in double degree generano scambi continui tra Italia e numerosi paesi europei coma Francia, Olanda, Germania, Svezia, Belgio… Quest’anno tutti questi studenti stranieri torneranno a frequentare in presenza».

Nelle classi di Santa Monica il 20-30% degli studenti arriverà dall’estero, in un clima generale di contaminazione che riguarda l’approccio alle discipline di studio come l’incontro tra culture: interculturali e interdisciplinari. A Cremona infatti Economia e Scienze Agrarie progettano e lavorano in stretto contatto per dare vita a corsi di laurea capaci di allargare lo sguardo su una realtà complessa: «Al centro di percorsi – continua Trevisan – c’è il tema dello sviluppo sostenibile che guarda certamente alle dinamiche ambientali nei processi di produzione, ma pone anche grande attenzione alla sostenibilità sociale ed economica».
Legame con il territorio e apertura mondo, questa la dinamica su cui si gioca la capacità innovativa e la conferma di qualità dell’offerta formativa della università Cattolica a Cremona in particolare. «In città come Cremona e Piacenza – commenta la preside Fellegara – si vive bene e i nuovi spazi di cui disponiamo offrono nuovi stimoli per ri-partire, ri-pensare. Non si tratta di tornare a qualcosa che esisteva prima, ma di esporsi al nuovo».
Il post-lockdown, il ritorno in presenza, lo sconvolgimento dei paradigmi e la spinta a ripartire… «Le fragilità che questo periodo ha portato alla luce possono aver fatto danni – riflette la preside della facoltà di Economia e Giurisprudenza – ma in fondo ci insegna anche che non possiamo inseguire una felicità ad ogni costo. Possiamo costruire una nuova fiducia». E per farlo servono i giovani. Questi giovani nati nel nuovo millennio che lasciano le loro case, le loro città, la loro comfort-zone per crescere, conoscere, stringere legami e immaginare un futuro.

Questi giovani nati nel nuovo millennio
lasciano le loro città e la loro comfort-zone
per crescere, conoscere,
stringere legami e immaginare un futuro

Una giovane, jeans, lunghi capelli castani, giacca elegante e zaino con la scritta “Built to resist” si affaccia al punto informazioni. Sono le 9.50 e la sua prima lezione sarà tra 40 minuti. C’è tempo per godersi il sole fresco sulle panche nel parco verde. Qualcuno prova il caffè del bistrot, altri hanno già aperto il laptop sui tavoli sotto al portico, alcuni prof stanno già spiegando il programma del corso. Il personale del Servizio di orientamento lascia l’ufficio per accompagnare una ragazza dai tratti sudamericani che in perfetto inglese chiede dove si svolgerà il Welcome day per le matricole inizia alle 10.30 ma alle 9 c’è già movimento nel grande corridoio del Magazzino Carri.

Santa Monica è viva e l’eco di questo brulicare si sta già propagando nel quartiere, nella città, nel tessuto produttivo del territorio che guarda con grande interesse e speranza al grande di laboratorio di formazione che scalda i motori, nell’ambito agri-food come in quello dell’innovazione tecnologica, particolarmente coinvolto (sono oltre trenta le aziende partner, locali, nazionali e internazionali) dal nuovo corso di imprenditorialità digitale che si pone come obiettivo quello di formare una nuova generazione di imprenditori del settore digitale, attraverso il contatto diretto con gli stakeholder di settore e una didattica innovativa. «Il confronto con il mondo del lavoro – spiega infatti Fellegara – sarà con le imprese e le rappresentanze professionali, ma anche con tutto ciò che si muove fuori da queste categorie. Pensiamo al mondo delle start-up e ai tanti giovani che sono già imprenditori prima ancora di saperlo e si lanciano con le loro idee. Superando l’approccio di una didattica orientata allo studio della storia delle discipline, cercheremo di offrire ai nostri studenti gli strumenti per riconoscere gli elementi rilevanti e interpretare i fenomeni. Li stimoliamo a progettare, a pensare di fronte ai problemi».

Lo scorso aprile, a pochi giorni dalla visita del Presidente della Repubblica Mattarella al Camus di Santa Monica, Riflessi “On Air” ha dedicato uno speciale dedicato all’Università Cattolica nell’anno del Centenario, con gli interventi del Sindaco di Cremona Gianluca Galimberti, del preside Trevisan e di Paola Bignardi, coordinatore dell?osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo
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L’obiettivo è dunque quello di offrire strumenti di conoscenza in grado di strutturare la creatività delle nuove generazioni, perché sia in grado di esprimersi al massimo del proprio potenziale: «Non possiamo sapere oggi cosa servirà al mondo di domani. Non abbiamo la pretesa di insegnare ciò che serve. Ma abbiamo la responsabilità di non perdere le persone, il loro potenziale per la comunità».

Questo raccontano i primi giorni di “vita vera” universitaria a Santa Monica: una struttura adatta, bellissima e funzionale, accesa dalla presenza delle persone. «Qui sta la sfida– sorride la preside Fellegara – che l’Università affronta ogni giorno, quella della formazione umana. È vero, abbiamo una “cassetta per gli attrezzi” adeguata, è la qualità della nostra formazione; ma la nostra missione è preparare gli studenti a un esercizio costante della coscienza».
Professionisti, ma soprattutto persone, adulti capaci di scelte mature e innovative, di rispetto e relazioni. «A Cremona o Piacenza, in Lombardia o nell’Emilia, in Italia, in Europa… Se ognuno farà la sua parte, se ognuno sarà nelle condizioni di dare il meglio di sé, allora potremo affrontare con fiducia il futuro». Il futuro di tutti, che non è mai stato così vicino.

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